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giovedì 18 ottobre 2018

intervista a Delia Deliu autrice del romanzo" Meno Due".



Perché leggere MENO DUE? 
È una storia ambientata non in una grande città ma in Val Senales, sotto la Cima dell’Ortles. Un romanzo di vita e di morte, ma soprattutto di amore per la vita. Un libro che fa riflettere sulla diversità e sui risvolti psicologici a essa legati, ma anche sulla malattia e sulla speranza come sull’accettazione della vita in sé e di quel che porta.
I protagonisti sono atipici: lui è un chirurgo affermato e di successo, che si ritira sui monti per ritrovare se stesso e la pace interiore che ha perso dopo importanti eventi accaduti. Lei è una ragazza particolare, diversa a causa di un’anomalia genetica, l’albinismo totale, che le dona un aspetto quasi fiabesco.
Una storia d’amore dove vengono messe in gioco forti emozioni, una varietà di sentimenti che rispecchiano in pieno l’animo umano e in questa storia si spazia dalla paura alla rabbia, dall’amore profondo alla forte gelosia, dall’incanto per la bellezza della natura alla tenerezza, alla dolcezza di un’amicizia e, non ultimo, il profondo attaccamento alla vita; un bagaglio importante che ognuno di noi si porta appresso, in nome di una speranza che non va mai persa ma anzi, coltivata.

Quale ambientazione troveremo nel tuo romanzo?
 Scorci limpidi di montagna, perché ci avviciniamo sempre un po’ ai cieli quando la vita ci ferisce, paesaggi suggestivi, acque gelide e cristalline, la vita semplice di un paese ad alta quota, uno chalet abitato dal ricordo e, infine, la solitudine necessaria a riaprire il dialogo con l’Anima.

Cosa ci puoi dire della protagonista femminile  del tuo romanzo ?
Inizialmente Greta l'avevo descritta come una ragazza "normale", però poi è stato un periodo in quale leggevo spesso sui siti delle ingiustizie subite di tante persone perché avevano solo una colpa: erano "diversamente normali". Per questo motivo poi ho fatto delle modifiche nei file del romanzo e ho deciso di dare a Greta la diversità, un qualcosa che la poteva distinguere da altri personaggi femminili dei romanzi. Perché ho scelto che Greta sia albina? Magari per qualcuno il suo aspetto fiabesco è un dono e non una maledizione, però ho fatto delle ricerche che mi hanno confermato che in realtà non è così. Le persone albine sono viste come "mosche bianche", spesso cattive e qui subentrano certi romanzi o film dove il male viene associato a loro. Allora mi sono chiesta: "Perché non ideare un personaggio diverso? Potrei inviare un messaggio forte e chiaro al lettore: la diversità è quella che dà l'unicità alle persone." Da quel giorno Greta è diventata albina, un simbolo per tutte le persone diverse di questo mondo.



Cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo?
Vedo da anni come le persone reagiscono di fronte alla malattia e quando è incurabile l'effetto è devastante per la maggior parte dei malati. Perdono la voglia di vivere, diventano  dei morti viventi ancora prima di morire e non è giusto. La vita è un dono per tutti e non importa quanti anni il destino ci regala, non importa la quantità ma la qualità della vita che scegliamo.


Ci racconti una curiosità del tuo romanzo?
L'immagine della copertina è una foto fatta nei monti Carpazi perciò per me ha un forte significato visto che più della metà dei Carpazi si trova in Romania, il mio paese di origine.

Raccontaci qualcosa di te:
Amo moltissimo gli animali e la mia casa è un mini-zoo. Ho tre cani, ma avrei voluto anche un bovaro del bernese, però è stato impossibile quindi ho ideato il terzo protagonista del romanzo: Max, il birbante bernese.

Cosa ti ha spinto a scrivere  un finale non da favola romantica
Ho scelto un finale realistico per romanzo perché non mi piace vendere "l'aria fritta" ai lettori quindi ho raccontato il destino di un uomo che è arrivato a capolinea della sua vita e nonostante tutto non si arrende, anzi, elogia la vita attraverso la figlia che ha procreato. Una persona muore e un'altra nasce, è il ciclo perfetto della vita, inspiegabile per noi umani.

ECCOVI UN ESTRATTO:
"Speranza sbatte le mani l'una contro l'altra più volte, sgrana gli occhi verdi, che hanno rubato l'iride del padre, e le sue risate fanno buttare di casa a calci la tristezza, perché Max è lì con loro nel sorriso e negli occhi di sua figlia."

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